Lontano dagli occhi
Volevo scrivere due righe su qualcosa che credevo di avere vissuto, poi, mi sono accorto che non ci riesco, forse perchè mi sono immaginato tutto e la memoria ,che non m'aiuta più neppure a ricordare le cose reali, si rifiuta di ripresentarmi queste sensazioni in modo coerente.Vedo un mare sferzato dal vento, una spiaggia deserta e il tuo profilo sull'auto che va, tu parli, io parlo ... e qui mi confondo, non ricordo più nulla ... sensazioni sbagliate, credevo di leggerti ma non era il tuo libro, leggevo me stesso, leggevo la solita storia, ma ormai non la vuole più sentire nessuno e la devo cambiare. La distanza non aiuta, la dstanza ti fa perdere la razionalità, la distanza ti impone di concludere in fretta, non c'è più tempo, non c'è domani, tutto è appeso ad un esile filo e più t'allontani più il filo si tende, fino a spezzarsi. Così sono qui, questa volta ero quasi certo di non tornare, ero quasi certo che non avrei più riempito una pagina di vuote parole, non so perchè ma la sensazione era quella, quella di essere arrivato, di aver raggiunto la meta, ma non è così, ora lo posso dire con ragionevole certezza, di incertezza ne ho avuta abbastanza e non ne voglio più. Rimani tu amica mia, tu che mi hai tenuto per mano e hai cercato di insegnarmi la ragione, tu sei un buon motivo per ricordare, per non cancellare, che confusione nel mio cuore, che tristezza senza nome in questo istante, che cosa voglio veramente? Non si chiama ........... la mia tristezza, la mia tristezza sono io, io che non riesco a stare con me stesso, cosa mi è successo? Perchè sono così? Perchè la mia voglia di amare mi conduce sempre nelle direzioni sbagliate e mi appanna anche il più piccolo barlume di razionalità? Tempo perso, pezzi di vita che se ne vanno malamente, attimi di gioia pagati troppo cari, con troppe lacrime e troppa sofferenza, si fermerà mai questa discesa? E dove? E quando?
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